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Archive for the Come Sopravvivere ai Newyorkesi Category

LICENSE TO KINDLE

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Mio marito mi ha regalato un Kindle. Gran bel regalo, eppure il passo e’ stato difficile, mi ha confessato lui, soprattutto dopo avermi ascoltata per anni decantare le virtu’ della carta stampata, ma evidentemente il mio caparbio attaccamento esclusivo al libro formato tradizionale non risultava completamente convincente a un patito della tecnologia all’ultimo grido come mio marito.  E meno male! Perche’ la tavoletta magica di Amazon non e’ affatto una diavoleria o un’Americanata, come immaginavo io; au contraire, fra le mie mani e’ diventata in pochi giorni un oggetto venerato, e la guardo e l’ammiro senza mai estrarla dal suo astuccio apposito, manco fossi Mose’ disceso dal Sinai con le tavole della legge scolpite di fresco. Nel mio tempo libero non faccio altro, questo weekend non ho ne’ pulito casa, ne’ fatto il bucato, ne’ visto un film. Sono li’ immersa nella mia libreria elettronica e ogni tanto alzo la testa giusto per squittire: “Oddio, c’ha pure il dizionario incorporato!”, o “Maddai, posso fare un file dei miei estratti preferiti!”, o “Shit, ci mette solo 3 secondi ad acquistare e scaricare un libro????” E in quest’ultima osservazione, purtroppo, risiede il fascino piu’ irresistibile e pericoloso di quest’arma segreta dell’editoria moderna. Ho fatto fuori la gift card di $80 che mio marito ha allegato al Kindle in 24 secondi, acquistando su sua richiesta specifica tutte le opere del mio adorato David Sedaris (cosi’ la pianto di lamentarmi del fatto che ogni volta che presto i suoi libri nessuno me li restituisce). Dopo sono passata ai libri omaggio di Amazon per i new Kindle readers. Dopo ancora, approfittando del fatto che Amazon ha gia’ la mia credit card da anni, ho cominciato a zappingare e scaricare un libro dopo l’altro nella mia Amazon wish list manco fosse Natale. Piu’ che Mose’ sembravo una di quelle future spose armate di price gun alle prese con la lista nozze nel negozio di Williams-Sonoma: “Calici in cristallo di Boemia? Zap!”, “Batteria smaltata Le Creuset? Zap!”, “Servizio da caffe’ Richard Ginori? Zap!” Mi mancheranno l’odore dell’inchiostro, lo spessore della carta fra i miei polpastrelli, il fruscio delle pagine che girano rincorrendo un capitolo dopo l’altro? Forse a lungo andare si, ma per adesso I have a Kindle and I’m not afraid to use it!

NON SOLO CIME DI RAPE…

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… ma anche cozze! Era un po’ che non rilasciavo un’intervista cosi’ piacevole (me lo dico da sola). Per chi volesse farsi un po’ i fatti miei, leggete il nuovo numero di WEmag, magazine relativamente nuovo e decisamente supercool! (Cliccare qui per leggere l’articolo).

OUI, JE SUIS TIZIANA NENEZIC!

fb-me.jpgUn lettore l’altro giorno mi ha scritto un messaggio molto complimentoso su Facebook. Oltre che lusinghiero il messaggio era anche simpatico ed estroso, visto che il mio apprezzatissimo lettore si era preso anche la briga di imbastire i complimenti con citazioni prese dai miei libri. La cosa mi ha fatto un piacere immenso, naturalmente, e gli ho risposto subito per ringraziarlo e dirgli che la sua simpatia mi aveva fatto sorridere a 28 denti (quelli del giudizio non li ho piu’ da tempo). Ma con mia grande sorpresa, l’estroso lettore invece di mandarmi una friend request, un saluto di rimando o tacere, mi ha ringraziata insinuando che pero’ probabilmente sono solo un fake. Fake io? Ma chi mi si feicherebbe a me, scusate tanto?!?? Saro’ mica l’Angelina o la Fox. By the way, questa non e’ la prima volta che su Facebook qualcuno mi chiede se sono proprio io: la Tiziana da Miami del Costanzo Show, di Stella o quella che ha scritto questo o quello. Purtroppo si, sono proprio io, ragazzi, altro che fake. Ma magari mi si feicasse qualcuno, volesse il cielo! Cosi’ in ufficio adesso ci manderei lui, cavolo! Idem per la spesa che mi tocchera’ fare dopo il lavoro, il bucato che ormai straripa dal cesto come un fiume in piena, la lavastoviglie che non faccio in tempo a caricarla che gia’ mi tocca scaricarla… AAA cercasi FAKE disperatamente!!!

PRIDE NY STYLE

Dicono gli esperti: guarda che se hai intenzione di tenere un blog, ma poi non lo aggiorni regolarmente, fai prima a rinunciarci. Lo so, lo so, una volta che si perde il ritmo e’ difficile riprenderlo, come la dieta, la gym e il jogging. Lo so che poi la gente viene a sbirciare sempre meno spesso fino a quando perde interesse del tutto e cosi’ sia. Meno male, pero’,  che c’e’ Facebook; li’ almeno il blog lo posso sbattere nello status, nel profilo, taggare chi mi pare fino a quando qualcuno dovra’ pur darmi retta, anche se solo per un secondo e cliccare “like” piu’ per accontentarmi che per altro, dopo aver magari letto solo due righe. E consapevole di cio’, saro’ breve e verro’ al dunque: il mio carissimo amico Paolino da NY mi ha mandato tante belle Gay Pride pictures. Peccato non poterle pubblicare tutte. Enjoy!

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Royalty first. Here come the queens!

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Nice tits, toots!

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God save the queens…

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Yo, sugar, got a light?

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I believe the children are our future… Black, white, gay, straight… they don’t care. They’re so evolved!

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Yes, girls, Jesus had 2 dads… ain’t that right, father?

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WTF????

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Cell phone, keys… yes, I think I’ve got everything.

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52 years!!! F..k!

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Hanging out with the girls…

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Jewish Pride

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Superhero Pride

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Gay Batcycle with Robin (Gay Robin would be redundant)

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But in the end, it’s the people, not the floats, who make the parade so special! At least in NYC…


“DO BIANCHI” SPEAKS “AMERICANATA”

Non capita tutti i giorni che un blogger americano trapiantato in Italia scriva di una blogger italiana trapiantata in America. Ecco perche’ il mio nuovo FB buddy Jeremy Parzen merita un post of honor sul mio Americanata. Welcome, Jeremy, mi blog es tu blog! MWAH! [click sulla foto per leggere il post di Jeremy].

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INTERVISTA ITALOAMERICANA

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Un po’ per pigrizia, un po’ per vanita’, vi segnalo ancora un’altra intervista. Questa volta il sito in questione e’ quello ufficiale degli italiani in America, quindi “ci sta molto”, come direbbero i miei amici milanesi. Enjoy!
INTERVISTA CON i-ITALY.org


ZEN, THE CITY AND ME… PART TWO

… e questa, come dicevo, e’ la seconda parte della mia intervista con le blogger di Zen And The City: INTERVIEW PART TWO ZEN AND THE CITY


ZEN AND THE CITY

ZEN AND THE CITYSalve a tutti! Vi segnalo un blog molto interessante. Si chiama Zen And The City. Le blogger che lo curano, Stefania Campanella e Claudia Casu, lo descrivono cosi’: Da New York a Tokyo: un blog per viaggiare, anche da fermi. Perche’ ve lo segnalo? Ve lo segnalo perche’ Zen And The City ha parecchio in comune col mio Americanata: 1) entrambi sono stati concepiti come viaggi virtuali; 2) per entrambi la meta’ della rotta continua e’ New York; 3) entrambi sono caratterizzati da ineguagliabile buon gusto e intelligenza fuori dal comunue. Quest’ultimo particolare lo si evince dall’intervista che hanno pubblicato oggi sul loro sito, la prima parte di una ghiottissima chiacchierata fatta con un personaggio da non perdere… Si, dai, e’ chiaro che sto parlando di me! La seconda parte sara’ pubblicata domani. Tune in!
Click here to read: Tiziana Nenezic su Zen And The City - Prima Parte


L’AMORE AI TEMPI DI RAI INTERNATIONAL

Yep, me again! The tone of the interview was pretty somber due to the aftermath of the earthquake in Abruzzo, but, with all due respect for the victims of that horrible tragedy, the book is fast-paced and ironic and not all about Facebook… thank God!



AGE ON THE BEACH

old folks
Come ho gia’ menzionato in “Come Sopravvivere Ai Newyorkesi”, Miami e’ cambiata molto negli ultimi anni e non e’ piu’ cio’ che un tempo si definiva a place where Cubans go to live and Jews go to die, ovvero non e’ piu soltanto un luogo dove i cubani vanno a rifugiarsi e

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