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DA SAO PAULO CON SUPERFICIALITA’
Due settimane di silenzio non sono poche per una blogorroica accanita. Pero’ due settimane di silenzio in un posto relativamente nuovo, circondata da una realta’ lavorativa aliena, sono appena sufficienti per cominciare ad analizzare emozioni, sensazioni e considerazioni su una cultura che non fa parte del mio quotidiano. Naturalmente due settimane sono una caccola nel naso del tempo– come disse non mi ricordo chi– quindi non temete, adesso non mi mettero’ di certo a sfornare un “Come Sopravvivere Ai Brasiliani”, come se fossi gia’ una veterana incallita di questa parte del mondo. Ma cio’ non toglie che qualcosuccia da dire ce l’avrei (e ti pareva!), qualcosuccia a proposito di un tema che martella molti maschi (almeno a giudicare dalle pressanti domande che ricevo dai miei cari amici etero), ma che ossessiona anche molte donne (come un incubo ricorrente piu’ che altro): “Ma le brasiliane???” Allora, vediamo un po’, dunque… le brasiliane… Confesso che prima di venire quaggiu’ mi ero un po’, come dire, corazzata contro l’inevitabile confronto con squadre e squadre di bellissime Gisele, Adriana, Fernanda, tutte slanciate, perfette, senza pori e ancora in erba. A Sao Paulo ci ero gia’ stata qualche anno fa, ma solo per un paio di giorni prima di andare a Sao Salvador in Bahia e poi da li’ permanenza di un paio di settimane a Praia do Forte, un villaggetto di mare con ragazze belline, ma senza pretese da supermodel. Ma adesso, mi son detta, le cose saranno diverse: in una metropoli come Sao Paulo per un mese intero fra milioni di amazzoni da infarto con chiappe di travertino a prova di samba… in breve: meno male che mio marito l’ho lasciato a Miami, ho pensato. Ma mentre la mia mente sguazzava in una palude di cliches carnevaleschi trapiantati in una realta’ urbana paulista (immaginare ballerine carioca con piume e lustrini strizzate in mini tailleurs da ufficio su trampoli da spogliarellista), mi sono resa conto, con un sospiro di sollievo, che di superstanghe a Sao Paulo ce ne saranno in tutto dodici e sono tutte nel mall di lusso Daslu nel quartiere Jardins; quindi basta tenersi alla larga da li’ per evitare umilianti incontri. La maggior parte delle modelle brasiliane, come Gisele Bundchen e Alessandra Ambrosio per esempio– mi ha spiegato rassicurante un business associate locale– vengono dal profondo sud o da Minas Gerais, ma soprattutto dalla zona intorno a Porto Alegre, chiamata Rio Grande do Sul. Porto Alegre, Florianopolis e Curitiba sembrano delle passerelle di moda per quanto pullulano di bellezze mozzafiato, mi ha detto il brasiliano qualche giorno fa. Lui parlava e io annuivo attenta, memorizzando i nomi delle citta’ da evitare come la peste. Chiaramente questo weekend, quando alcuni miei amici mi hanno invitata con (ingenuo?) entusiasmo ad andare con loro a Florianopolis , non mi e’ dispiaciuto piu’ di tanto dover rifiutare, in quanto troppo impegnata col lavoro (”Mannaggia… peccato! Si, lo so che e’ bellissimo, ma purtroppo… ma si che mi piacerebbe venire con voi, pero’ proprio non posso… si, se mi libero vi faccio sapere… Come no!”). Insomma, per questa volta l’ho passata liscia, pero’ per la prossima settimana mi e’ stata gia’ annunciata la possibilita’ di un viaggio, non di piacere questa volta, ma di affari e a Curitiba, una delle citta’ “proibite”. E se si tratta di affari, ovviamente, mi tocchera’ andarci per forza. E quindi si, bravi, esatto, avete gia’ capito: domani si va dall’estetista.