Archive for July, 2008
GASTROSEXUAL
Thursday, July 31st, 2008MEGLIO TARDI CHE MAI
Tuesday, July 29th, 2008
Non fu facile lasciare New York per venire a vivere a Miami un paio di anni or sono. Mi ricordo che quando mi tocco’ affrontare il notevole cambiamento mi assalirono mille dubbi: sto facendo la cosa giusta? Me ne pentiro’? Sono arcisicura di quello che faccio? Ma oggi, finalmente, dopo tanto indugio e tormento, mi giunge un segno dritto, dritto dall’etere che mi conferma che ho fatto proprio bene a venirmene ad abitare qui in Florida. La (more…)
MEMENTO AND THE CITY
Friday, July 25th, 2008Funambulo “passeggia” fra le torri gemelle a Manhattan! Quando ho visto questa immagine stamattina sul New York Times mi sono chiesta
“Sogno o son desta?” Poi ho messo bene a fuoco pupille e cristallini e ho scoperto di essere si’ desta, pero’ trasportata ad un mattino di agosto del 1974, quando lo spericolato francese Philippe Petit decise di inaugurare le torri a modo suo. Le acrobazie di Petit fra le Twin Towers
SATIRA INNOCUA
Wednesday, July 23rd, 2008
A quanto pare Vanity Fair ha deciso di spoofare bonariamente l’iperpolemizzata copertina del The New Yorker dell’altra settimana con questa iperblanda satira della coppia Cindy-John McCain. Ma mentre questa vignetta fa solo allusione alla vetusta eta’ del candidato (71 anni suonati!!! Wait… mi ricorda un altro politico di un paese che mi e’ molto vicino…) con tanto di girello e sfilza di medicinali che la Cindy elargisce da brava crocerossina, la copertina del The New Yorker satireggiava sulla presunta affiliazione al terrorismo islamico della coppia Michelle-Barack Obama. C’e’ paragone? I don’t think so.
HABLAMOS INGLES
Tuesday, July 22nd, 2008
Durante 15 anni di permanenza a New York di quartieri ispanici ne ho visti una marea, e in alcuni ci ho anche abitato. Ma nulla al mondo avrebbe potuto prepararmi per l’ispanicita’ di Miami, all’infuori forse di un corso full-immersion di spagnolo al Berlitz, che per fortuna ho fatto anni fa quando lavoravo in banca a Manhattan (fiuuu!). Nei negozi, dal medico o dall’estetista, qui nessuno ti rivolge la parola in inglese. Mai, ma proprio mai! Sembra essere una questione di principio. Una volta che capiscono che lo spagnolo lo sai, poi, ti puoi scordare di continuare la conversazione in qualsiasi altra lingua. I cubani sono ritenuti i maggiori responsabili di questo fenomeno linguistico tipicamente miamiese, ma (more…)
Il Sole 24 Ore
Monday, July 21st, 2008Post 100% ad personam. Per chi voglia saperne di piu’ su quello che mi passa per la testa, pappatevi questa godibilissima intervista (merito dell’intervistatore) rilasciata il 21 luglio a Gabriele Caramellino (foto), giornalista e blogger extraordinaire per Il Sole 24 Ore. Intervista ed egocentrismo a parte, se siete a caccia di idee e notizie nel campo della creativita’, leggete il blog di Gabriele Caramellino con assiduita’ religiosa. Amen.
SAI DI ESSERE UN NEWYORKESE SE…
Friday, July 18th, 2008
Eccola l’ultimissima etichetta sputata questa settimana dalle lingue lessicalmente creative d’America: Gastrosexual. E che e’? si chiedera’ qualcuno, Si mangia? Non esattamente. E’ un tipo di aerofagia? Non proprio. E’ un antiacido? Nemmeno. Il Gastrosexual e’ un uomo che si diletta nell’arte culinaria (‘culinaria’ tutto attaccato, mi raccomando, non ‘cul in aria’, che in quell’arte li’ si dilettano un po’ tutti). E’ l’evoluto parente del Metrosexual, da non confondersi con l’Homosexual che e’ tutta un’altra cosa. Da noi l’etichetta forse non prendera’ piede perche’ il maschio italiano, per quanto macho, non 

A Miami se sentite un tipo esclamare: “Mi sono fatto una Jaguar!” non chiedetegli subito di farci un giro. Nella migliore delle ipotesi non si stara’ riferendo alla celebre quattroruote britannica, bensi’ ad una donna dai 50 in su. Dopo l’assalto delle cougars, donne sulla quarantina che si spupazzano i ventenni aitanti e muscolosi (pensate a Demi Moore), arrivano adesso anche le jaguars, che poi in parte sono anche le ex-cougars un po’ piu’ cresciute (pensate a
Con amici come questi, chi ha bisogno di nemici? si suol dire da queste parti. Prima ci si e’ messo Reverend Jeremiah Wright, poi Reverend Jesse Jackson, coi loro commenti autolesionisti a spropos che son costati ad Obama fior di PR e damage control. E adesso ci si mette anche la prestigiosissima rivista The New Yorker, che questa settimana, con la qui presente copertina, mostra la coppia Barack-Michelle Obama in versione terrorist-chic. Lei: capigliatura afro alla Black Panther, in divisa camouflage accentuata da un AK-47 ultimo modello. Lui: islam-casual in turbante bianco e kaftan da camera. Per la casa:
Ieri sera, anzi no, stamattina, alle 00:45 per la precisione, ho fatto una cosa che ormai, alla mia venerusta eta’, evito come la peste bubonica a placche. Si, esatto, ladies & gentlemen: sono andata in discoteca, all’ubercool (cum umlaut) MOKAI (cum dieresi). Era il compleanno del nostro caro amico Boris e proprio non se ne poteva fare a meno. Trattamento VIP dalla velvet rope al tavolino divanato straesclusivo con bottiglie di vodka e whiskey al suon di 400 banane cadauna (anzi, cadanessuna, per carita’, a quel prezzo li’). Boris e’ uno importante qui a Miami, mica pasta minuta come noialtri, e’ un manicotto lui, un bel tortellone ripieno. Il