IL MIO SEX AND THE CITY

poster.jpgSex & The City e’ tornato piu’ forte e piu’ epidemico che mai. Durante lo scorso weekend feste a tema e visioni collettive (non della madonna, ma del film) hanno preso d’assalto il paese da costa a costa, con grappoli di donne giubilanti vestite alla Carrie nonostante il proprio buon senso e quello dei loro uomini. E’ stato un evento di una certa magnitudine, se si considera che il conto alla rovescia e’ cominciato praticamente nel 2004, dopo che l’ultimo episodio della leggendaria serie ando’ in onda causando disappunto in ogni donna con un debole per calzature di lusso. La stampa e’ impazzita, naturalmente, e il New York Times ha pubblicato un articolo piuttosto interessante, “Sex and the rest of the city”, in cui l’autrice sottolinea che il glamour eccessivo sventolato incessantemente dalle fantastiche quattro non e’ esattamente una roba comune a tutte le donne che vivono a New York, soprattutto quelle che vivono nei distretti fuori Manhattan. Ma io ho qualcosa da aggiungere a quella verita’ inconfutabile (direi quasi scontata). Quando lo show debutto’ nel 1998, ed io ero una fra le tante trentenni newyorkesi a cui HBO si rivolgeva con Sex and the City, Carrie & Co. non somigliavano per niente alle quattro fashion victims idolatrate 6 anni piu’ tardi. Il loro look originale era quello di donne newyorkesi “normali” (vedere foto in basso a destra per credere). sex and the cityNon sembravano delle shopaholic impazzite, perennemente a sperimentare con fantasie bislacche e haute couture che ovviamente non si sarebbero mai potute permettere, sicuramente non in tale quantita’ (vedere foto in basso a sinistra). sex-3.jpgA rischio di risultare nostalgica devo dire che nel 1998 le quattro donzelle facevano le stesse cose che facevamo noi trentenni a Manhattan e andavano persino negli stessi bar, discoteche e ristoranti. Ancora mi ricordo l’effetto che mi fece una sera, appena rientrata da Chaos (un bar/lounge che non esiste piu’ a Manhattan), accendere la TV e vederla li’ sullo schermo: Carrie, a Chaos, proprio come me solo qualche minuto prima. Ebbi la nettissima sensazione che forse io e la Carrie avevamo appena sorseggiato un Cosmopolitan gomito a gomito al bar senza nemmeno saperlo. Forse Carrie era la ragazza che a meta’ serata mi aveva passato la carta igienica sotto il divisorio del bagno quando ho gridato che mi era finita. O forse Carrie era quella che aveva tentato di soffiarmi il taxi all’uscita del locale (stronza!). Fu in quel momento che mi innamorai della serie televisiva perche’ sentii di conoscere quelle quattro donne, erano vere, erano esattamente come noi. Ecco cosa ha attratto noi femmine di Manhattan allo show. Poi Manolo Blahnik, Jimmy Choo e il resto della follia modaiola che SATC e’ diventato in seguito erano soltanto dei marchingegni di marketing che avevano lo scopo di far guadagnare allo show un appeal molto piu’ grande e senza confini. E non si puo’ dire che non abbia funzionato.


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